mercoledì 29 aprile 2015

NUTELLA VEG



Ingredienti per una merenda rinforzata per due persone

2 C di crema di nocciole bio 100 % (se avete un buon robot potete auto-produrla, tritando finemente delle nocciole tostate fino a ridurle in crema)
1 c di cacao in polvere
1 c di olio di girasole spremuto a freddo
1 C di malto di riso
1 pizzico di vaniglia in polvere  (facoltativo)
latte di riso qb


Procedimento:

Mescolare tutti gli ingredienti, tranne il latte. Aggiungerlo, poco alla volta, fino a raggiungere la consistenza desiderata. Se vi piace, amalgamate anche la granella di nocciole o le nocciole intere. Et voilà … spalmate sul pane e gustate!

Se lo desiderate, potete aumentare le dosi per ricavarne un vasetto da conservare in frigorifero; in questo caso, però, suggerisco di tenere la crema più morbida perchè, con il freddo, tende ad indurirsi!
Buon appetito!!!


P.S.
Della inspiegabile e misteriosa passione italiana per la versione industrial-popolare composta per 80 % da zucchero raffinato, polvere di latte e grasso vegetale, che appunto sa solo di “zucchero raffinato, polvere di latte e grasso vegetale”, non vorrei parlare ancora.
Oggi mi riservo solo un piccolo confronto in puro stile “Okkio alla spesa”. Soffermiamoci sui prezzi di questa perla rara delle creme spalmabili che tanto gentile e tanto onesta pare, ma che invece … ! Vi copio e incollo i prezzi del bicchiere direttamente dal sito internet della maggiore catena di supermercati italiani, in data di oggi e scopro che: 1 bicchiere da 200 GR prezzo = costa Euro 9,95 al KG.
La considerazione è questa: se io pago fino a 9,95/kg un amalgama di zucchero, mescolato a non precisato olio/grasso vegetale e latte in polvere (80 % del totale), con un lontanissimo sentore di nocciola (il 12 %), poi non posso dire: “però costa poco!”.
A mio modesto parere, costa molto e vale poco: è zucchero raffinato (dal costo risibile), grasso imprecisato (praticamente te lo tirano dietro!) e latte in polvere (che ormai non sanno più come smaltire … potessero lo metterebbero anche nello shampoo, eh? ma forse già lo fanno perchè qualche studio avrà dimostrato che fa venire i capelli più luminosi). Costa molto anche in termini di salute a lungo termine, di prestazioni fisiche, di deficit attentivi, di problemi di sviluppo che causiamo ai nostri figli con questo abuso di prodotti raffinati …
E’ pur vero che vien poi spontaneo prendersela con i produttori di nocciole dicendo che “i vasetti di crema di nocciole 100% del bio sono carissimi”. Certo è vero che, ad una prima osservazione, sembrano costare di più ed è verissimo che certi meccanismi di distribuzione del biologico, non sono affatto più virtuosi della GDO convenzionale (questo significa che, anche nel biologico, ci finiscono prodotti mediocri venduti a prezzi carissimi), ma …  se usiamo l’ingegno e se pensiamo, come termine di paragone, che siamo disposti a pagare 10 euro/kg per un prodotto industriale di “roba industriale” e che, a lungo andare, non ci fa affatto bene, allora, forse, saremmo più ben disposti a pagare 15 euro/kg per comprare, magari direttamente da un piccolo produttore italiano, una splendida creme di nocciole 100%.
A questo punto acquisteremo sapendo di pagare il giusto, riconoscendo un equo compenso a chi fa un buon lavoro e facendo del bene a noi ed alla nostra famiglia.
Ed allora cerchiamoli questi bravi produttori o peschiamo nella rete delle buone offerte e scopriremo di poter trovare valide alternative con crescente facilità (un esempio relativo ai prezzi contenuti, lo trovate qui, ma rivolgetevi anche ai mercati locali, ai farmer markets che ormai spopolano in tutte le grandi città, o a quelle splendide iniziative di mercato indipendente che creano rete tra le genti e le terre italiane).
Lo so, qualcuno dirà anche che “quell’altra” famosissima crema E’ BUONA. A costui, come farei a me stessa, mi permetto solo di ricordare che anche il gusto “viene educato” dalle nostre esperienze di vita e dal nostro volere, “perché le impressioni ch’esso riceve sono a un tempo e più durevoli e più dipendenti dalla nostra volontà”. Nella speranza che il grandissimo Brillat – Savarin non rimanga inascoltato, dedico a tutti queste sue bellissime parole: “La scoperta di un manicaretto nuovo fa per la felicità del genere umano più che la scoperta di una stella” (Aforisma IX).

lunedì 27 aprile 2015

CHE BELLA GIORNATA.....CON GRIGLIATA A BASE DI CADAVERI !


Con le belle giornate iniziano purtroppo le immancabili grigliate a base di cadaveri... E così mi ritrovo a pensare a come gesti e azioni ritenuti socialmente normali vengano visti da una minoranza come un qualcosa di sporco e agghiacciante. 
Perchè noi dietro quei pezzi di carne scorgiamo sempre un animale che è stato mandato al macello, un animale terrorizzato, un animale che senza un motivo è stato sgozzato dopo qualche mese di non-vita.

A rendere il tutto più detestabile sono proprio queste immancabili grigliate che ci obbligano a dover tappare il naso e soprattutto a vedere persone che in bellissimi giorni di festa e di sole si ritrovano, passano piacevolmente del tempo assieme all'aria aperta, il tutto banchettando con pezzi di animali massacrati.

C'è un qualcosa di molto fastidioso nel vedere l'ossimoro tra giornate soleggianti, gente rilassata (magari nell'unico giorno di riposo) e gli animali massacrati alla griglia di cui si ingozzano.

Ciò che mi urta molto è la sottile sensazione che cuocere cadaveri alla griglia venga avvertito come un qualcosa di virile, un qualcosa che li trasformi in gran cacciatori.
Vedo i maschi (solitamente) occuparsi fieri della carne, manco avessero inseguito in prima persona l'animale nel bosco, nè tantomeno l'avessero ammazzato...E poi, quale bosco? Ciò che grigliano è il povero corpo di un animale nato e vissuto in gabbia e ucciso in un macello a 6 mesi di vita. Questo vi rende più virili? Più fieri? Fieri di cosa? Di un regime di terrore e assassinio imposto a docili creature?
Avete mai riflettutto su cosa c'è dietro la vostra grigliata? Forse sarebbe il momento di farlo, affinchè un momento di gioia e di condivisione lo possa essere per tutti ...E allora, togliete i cadaveri dalle vostre griglie, e armatevi di zucchine, melanzane, patate, hamburger vegetali, wurster veg.... La scelta non manca, ma agli animali che grigliate la scelta è mancata, a loro sì.

PS e ricordiamoci che la virilità non ha nulla a che fare con lo sgozzare animali innocenti e cuocerli alla griglia. Essere veramente uomini e donne significa farsi carico delle proprie responsabilità e scegliere consapevolmente causando il minor livello di sofferenza possibile.

martedì 21 aprile 2015

TORTA MARMORIZZATA




Ingredienti:
Per l'impasto chiaro:
375 gr di farina di farro
240 g di zucchero
1 confezione di lievito per dolci
1 confezione di zucchero vanigliato
240 ml di olio di girasole
240 ml di latte vegetale (soia / riso / avena / farro / latte di mandorla)
3 C di rum
¼ c di sale

Per l'impasto scuro:
2 C di cacao in polvere, non zuccherato
3 c di latte vegetale
120 gr di cioccolato fondente a pezzetti

Glassa al cioccolato (opzionale):
200 gr di cioccolato fondente
1 C di olio di girasole





Procedimento:

Imburrare la forma nella ciambella con della margarina e spolverizzare farina o pan grattato. Unire tutti gli ingredienti solidi e mischiarli con quelli liquidi con lo sbattitore per qualche minuto. Dividere l'impasto in due parti uguali, in uno mettiamo il cacao, latte e i pezzetti di cioccolato. Poi versiamo a strati nella forma e cuociamo a forno statico per 50 -60 minuti a 175°
Lasciate raffreddare completamente.
Per la glassa, sciogliere il cioccolato con l'olio. Versare il cioccolato sopra la torta di marmo. Prendo il dorso di un cucchiaio per diffondere il cioccolato.
Buon appetito!!!




lunedì 20 aprile 2015

CONIGLI

coniglio nell'erba
Chi sono?

I conigli sono animali socievoli... e sociali, infatti in natura vivono in colonie numerose. Sono abilissimi scavatori, e si costruiscono sottoterra delle tane formate da varie "stanze" con gallerie che le uniscono.
Dalle tane escono all'alba e al tramonto per trovare da mangiare e per "fare toeletta", pulendosi la morbidissima pelliccia dalle orecchie ai piedi; e nelle notti di luna piena amano giocare sui prati rincorrendosi a vicenda, ma stando sempre all'erta: appena qualcuno sente un rumore, dà l'allarme agli altri battendo le zampe sul terreno, e tutti scappano nelle tane.
Quando è ora di partorire la femmina si fa una tana lontano dalla colonia, la imbottisce con foglie e paglia, e col suo stesso pelo, che si strappa appositamente dal ventre. Quando i coniglietti sono svezzati (dopo circa un mese), li riporta nella colonia, e il papà, molto tenero e affettuoso coi cuccioli, aiuta ad accudire la prole.

Storie e aneddoti

Il coniglio è, assieme al cavallo, l'unico animale che, in Italia è sia "da ammazzare" che "da amare", perché viene allevato e venduto in macelleria, ma è anche diventato animale d'affezione (in altri paesi è solo animale d'affezione).
Così, ci sono storie come questa, che ci racconta Paola, della provincia di Torino:
« Galak, la mia coniglia gigante di 4,5 kg è arrivata da noi pochi mesi fa, proveniente da un laboratorio di vivisezione che, terminato il ciclo di studio, intendeva... "eliminarla".
E' una neozelandese bianca e la sua carne è considerata ottima in cucina... è quindi a tutti gli effetti un "coniglio da pentola". E' arrivata in punta di zampe, senza far rumore, un po' spaventata ma decisa sin dal primo momento a farci ben capire chi era il padrone di casa.
Noi poveri umani abbiamo impiegato un po' di tempo a capire dove doveva stare il WC di Galak, quale cuscino era più consono per le grattatine alla schiena, quale letto il più adatto per la nanna... ma alla fine ce l'abbiamo fatta. Volevamo creare dei limiti del tipo... nel letto no, nella cesta del gatto no, in cucina no... ma alla fine abbiamo raggiunto un compromesso con Galak... E' tutto sì, alla faccia di chi dice che i conigli sono esserini docili, timidi e paurosi.
Ed ora che di giorno corre in cortile, scavando dei tunnel antiatomici di dimensioni spaventose, gioca con i gatti, ti salta in braccio non appena ti siedi, conosce il suo nome e ti segue in casa come un cagnolino, il mio pensiero va a tutti gli altri esserini meno fortunati di lei e mi si stringe il cuore in un sentimento di eterna tristezza.
Dopo un mese, grazie a Galak sono diventata vegetariana... tutto merito della sua dolcezza, che mi ha fatto capire che non esistono animali "da mangiare" e animali "da amare", ma che gli animali sono tutti uguali, tutti degni di rispetto. »
Un'altra testimonianza è quella di Laura, che racconta:
« Ho vissuto per anni con una coppia di conigli, non i grossi conigli neozelandesi, ma due piccoli conigli abbandonati, fratello e sorella. Erano tenerissimi tra loro, e amavano stare distesi l'uno accanto all'altra e leccarsi le orecchie vicendevolmente. D'inverno stavano in casa, d'estate in un recinto in giardino, dove si divertivano un mondo a scavare tane e gallerie.
Non erano molto socievoli con gli umani, ma quando decidevano loro, anziché scappare, stavano lì, si lasciavano avvicinare e si facevano accarezzare le orecchie, la testa, la schiena (MAI la pancia). Il maschio adorava farsi prendere in braccio e stare a pancia in su a farsi cullare (ovviamente solo quando lo decideva lui...). Dormivano sotto il divano (il cui fondo era protetto da una rete metallica, dopo la volta che avevano rosicchiato tutte le cinghie da sotto...), amavano l'insalata, poco le carote, molto la banana... e amavano molto correre e saltare, anche se poi, da vecchietti, camminavano solo e in giardino scavavano molto meno :-) »

Guarda come sono costretti a vivere e morire


martedì 14 aprile 2015

SETTE BUONI MOTIVI PER NON MANGIARE CARNE



1. Il corpo umano non è fatto per assimilare la carne.

La conformazione dei denti, dei muscoli facciali, della mandibola, l’acidità dello stomaco e la lunghezza dell’intestino dell’uomo sono tipiche degli animali vegetariani.

Uno studio di anatomia comparata che non lascia dubbi al riguardo è stato effettuato da Milton R. Mills. [1]

Per poter digerire la carne l’animale carnivoro ha succhi gastrici 20 volte più potenti di quelli del nostro stomaco. L’intestino dei carnivori è corto (da 3 a 6 volte la lunghezza del corpo) per liberarsi presto delle scorie residue della carne. Il nostro intestino, analogamente a quello degli animali prettamente vegetariani, è molto più lungo di quello dei carnivori (fino a 12 volte la lunghezza del corpo). Ed infatti dopo un pasto a base di carne le tossine degradative provenienti dal catabolismo delle proteine animali rimangono in circolo per un periodo minimo di circa 142 ore, cioè circa una settimana. [2]

2. L’eccesso di proteine è inutile.

Sul fabbisogno reale di proteine necessario all’uomo esistono dati molto discordanti, che variano da fonte a fonte. Eppure basta considerare che, nei primi mesi di vita, il cucciolo dell’uomo costruisce i suoi muscoli, ossa, tessuti, etc. ad un tasso di crescita così rapido che non eguaglierà in nessun altro periodo della vita. Raddoppia il suo peso della nascita mediamente in 5/6 mesi. E realizza tutto questo soltanto con il latte materno, un alimento che contiene appena l’1% – l’1,5% di proteine. Per inciso, la stessa percentuale di proteine presente nella frutta e nella verdura.

In definitiva nell’alimentazione umana il pericolo non è mai la carenza di proteine (che non esiste e non si verifica nemmeno nei peggiori casi di fame e di carestie), ma l’eccesso delle stesse. Quando si parla di paesi affamati, le carenze sono infatti caloriche, vitaminiche e minerali, mai proteiche. Ed è invece l’eccesso di proteine a flagellare con gravissime patologie le popolazioni dei paesi industrializzati. [3]

3. Il consumo di carne è inutile

Non vi è nessun micro-nutriente utile nella carne che non sia contenuto nella frutta e nei vegetali. Nelle giuste proporzioni, cereali, legumi, frutta fresca e oleosa, ortaggi freschi, verdure, alghe marine e alghe verdi azzurre, germogli, sono in grado di assicurare al nostro organismo tutti i nutrienti necessari.

Persino il rischio di sviluppare problemi di salute a causa di una carenza di vitamina B12 in una dieta vegetariana stretta è estremamente raro, inferiore a una probabilità su un milione. [4]

4. Il consumo di carne è causa di numerose malattie

Da tempo i dati medici ed epidemiologici espongono molto chiaramente che un eccesso di consumo di carni produce malattie cardiovascolari, diabete e tumori.

Gli studi ecologici hanno sistematicamente evidenziato una forte relazione dei principali tumori del mondo occidentale (mammella, colon, rene, ovaie, prostata) con il consumo di carni e di grassi animali [5].

I cibi animali, con il loro apporto di grassi totali, grassi saturi, colesterolo e lo sviluppo di sostanze cancerogene durante la cottura (come le amine eterocicliche) arrecano certamente più danni che benefici all’organismo umano. Il consumo di carne favorisce lo sviluppo di acido solfidrico, che è una delle cause dei danni al colon. Ed infatti nelle culture carnivore occidentali l’incidenza del tumore al colon è dieci volte superiore a quella delle culture vegetariane asiatiche. [6,7,8,9,10]

5. La carne è piena di sostanze chimiche

La maggior parte della carne che arriva sui nostri mercati proviene da allevamenti intensivi. Per evitare che gli animali si ammalino nelle condizioni contro natura in cui crescono, si è costretti a fare un uso massiccio di antibiotici. Inoltre per velocizzare la crescita e massimizzare il profitto, vengono usati grandi quantità di ormoni estrogeni.

La maggior parte dei polli in batteria non ha mai visto la luce del sole e non vede altro che la luce artificiale per 22 ore al giorno. Gli allevatori zootecnici fanno sì che questi pulcini non smettano mai di alimentarsi e somministrano ampie dosi di sali d’arsenico per stimolare la crescita, al punto che in soli 45 giorni raggiungono la condizione di pollo maturo che altrimenti avrebbero raggiunto in non meno di 3 mesi.

Tutte queste sostanze chimiche finiscono nel piatto (e nel sangue) di chi si alimenta con la carne.

6. Gli allevamenti di bestiame distruggono il pianeta

L’allevamento di bestiame per uso alimentare è la principale causa di distruzione delle sempre più ridotte aree di foresta pluviale rimaste sulla terra. In Centroamerica e Sudamerica milioni di ettari di foreste vergini vengono abbattuti per lasciare spazio a pascoli per l’allevamento. Per produrre un solo etto di carne vengono distrutti 12mq di foresta tropicale. Nel 1980 fu stimato che il 72% della deforestazione amazzonica in Brasile era volto a ottenere pascoli per il bestiame.

C’è un altro problema: l’inquinamento che tali allevamenti producono. I liquami di origine animale e vegetale prodotti negli allevamenti hanno un potenziale inquinante molto più elevato di quello dei liquami domestici. Nel Regno Unito nel 1996 hanno infatti causato oltre 200 incidenti di inquinamento dell’acqua. [11]

Per l’allevamento si usano grosse quantità di sostanze chimiche (ormoni, antibiotici, fertilizzanti, diserbanti…) che finiscono nelle falde acquifere, inquinandole.

Un esempio in Italia: nel bacino del Po ogni anno vengono versate 190 mila tonnellate di deiezioni animali contenenti ormoni, antibiotici e metalli pesanti. [12]

L’economista Jeremy Rifkin, rifacendosi ad un rapporto della FAO, ha sottolineato come il 18% dei gas ad effetto serra siano imputabili all’allevamento e in particolare:

il 9% delle emissioni di anidride carbonica

il 65% di protossido di azoto

il 37% di metano.

7. Gli allevamenti di bestiame affamano il pianeta

Per allevare il miliardo e mezzo di capi bovini che oggi è destinato al consumo alimentare, si utilizzano migliaia di tonnellate di cereali e legumi che potrebbero essere utilizzati per l’alimentazione umana. Oggi, circa un terzo della raccolta mondiale di cereali è impiegata come mangime per bovini e altro bestiame d’allevamento, mentre circa un miliardo di esseri umani soffrono per la famee la denutrizione cronica.

E lo stesso accade per il consumo di acqua. Anche se il bestiame utilizza direttamente solo l’1,3% dell’acqua utilizzata in totale in agricoltura, si deve però considerare l’acqua utilizzata per produrre l’enorme quantità di cereali e soia che gli animali consumano. Risulta così che 1 Kg di manzo è stato prodotto impiegando ben 100.000 litri di acqua, cento volte la quantità che serve per produrre un kg di grano. [13]

Come ha osservato il giornalista Mario Tozzi: “per allevare un solo manzo si consuma tanta acqua quanta ne serve per far galleggiare un incrociatore”. [14]

lunedì 13 aprile 2015

TORTINA CARAMELATA


Ingredienti:

Per il Pan di spagna:

150 gr di farina di farro
80 gr di zucchero di canna
120 ml di latte di soia o di riso
80 ml di olio di girasole
1 c di lievito der dolci
una punta di vaniglia

Per la farcitura:

175 gr di cioccolata fondente
175 gr di margarina (alsan)
2 C di latte di soia o riso
350 gr di zucchero di canna a velo

Per il caramello:

100 gr di  zucchero di canna
4  C di acqua

Procedimento:

In una ciotola unire tutti gli ingredienti secchi in un altra tutti i liquidi, poi unirli e servirsi delle fruste elettriche. Poi disponete la carta da forno su una teglia e stendete l'impasto,  livellatelo con una spatola e cuocete a forno statico a 200° per 8-10  minuti. Lo spessore dell' impasto sulla teglia deve essere molto sottile. Una volta raffreddato si ritagliano dei cerchi di diametro 11 cm, noi ne abbiamo fatti sei cerchi, tre per ogni tortina. 
Per la crema, fondere il cioccolato e lasciarlo intiepidire. Impastare la margarina con lo zucchero a velo e il latte fino ad ottenere una crema densa e chiara, che unirete poi al cioccolato. Dopodichè preparare il caramello, sciogliendo lo zucchero con l'acqua in un pentolino, mescolandolo accuratamente e lasciatelo sul fuoco finchè non avrà assunto un colore dorato. Ora versate il caramello su uno dei dischi, lasciatelo raffredare un po e segnate 8 line con un coltello in modo da fare 8 spicchi. Poi disponete un disco alla base e ricopritelo di crema, poi un altro disco e di nuovo la crema ed infine chiudere con il dischio che avete in precedenza ricoperto di caramello. Con la rimanente crema ricoprite  i bordi della tortina.
Buon appetito!!!






venerdì 10 aprile 2015

VOI COME LO CHIAMERESTE QUESTO..... IO CONOSCO SOLO UN TERMINE: CRIMINE!



"Negli allevamenti di galline ovaiole i pulcini maschi (statisticamente la metà), non destinati dall'uomo a diventare carne e non predisposti dalla natura a produrre uova, vengono letteralmente distrutti. Alcuni di questi sono risucchiati da una serie di condutture per finire su una piastra elettrificata dove trovano la morte. Altri vengono eliminati in modi diversi, ed è impossibile dire quali siano i più fortunati. Alcuni vengono gettati e lasciati morire in grossi contenitori di plastica; i più deboli vengono spinti sul fondo dove soffocano lentamente, i più forti soffocano in cima. Altri vengono triturati vivi, perfettamente coscienti, in un tritacarne. "

(Jonathan Safran Foer - Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?)