martedì 12 maggio 2015

MAIALI

Chi sono?

I maiali, come gli esseri umani, sognano e possono distinguere i colori, e sono animali socievoli. Nelle notti d'estate si stringono tra loro e amano dormire naso contro naso.
La società che questi animali hanno costruito nel corso dei millenni è di tipo matriarcale, la famiglia è formata dalle femmine e dai piccoli. I cuccioli di maiale sono molto giocherelloni, amano lottare, inseguirsi, rotolare lungo i pendii. Nel suo libro del 1985, "In a Pig's Eye" (Nell'occhio di un maiale), Karl Schwenke spiega che:
« I maiali sono animali gregari. Come i bambini, sviluppano affetto, apprezzano i giocattoli, la durata della loro attenzione è limitata e si annoiano facilmente. »
I maiali si nutrono quasi esclusivamente di vegetali (in natura, il 90% della loro dieta è costituita da frutta, semi, radici e tuberi). I pochi fortunati che vivono nei rifugi anziché negli allevamenti, amano variare la propria dieta, e mangiano più volentieri cibi che rappresentano per loro una novità. Sono animali molto puliti, anche schizzinosi. Non faranno mai i propri bisogni nella stessa zona in cui dormono o mangiano.

Storie e aneddoti

« I maiali esprimono amicizia verso i propri simili in numerosi modi: con la voce, con il linguaggio del corpo, dormendo insieme, gironzolando ed esplorando il territorio in compagnia durante il giorno. Kim Sturla, del rifugio Animal Place, racconta di un maiale, Floyd, trasferito all'Animal Place da un altro rifugio per animali, il Farm Sanctuary. Floyd non riusciva ad ambientarsi e cadde in quella che aveva tutta l'aria di una grave depressione. Sembrava che non desiderasse più vivere; si stava lasciando morire. Kim non riusciva a capire come mai. Alla fine, Diane Miller, che si era occupata di Floyd quando viveva al Farm Sanctuary, andò a vedere qual era il problema. Non appena l'animale la vide, il suo comportamento cambiò. L'annusò con quella che pareva un'espressione di sollievo, sembrò sopraffatto dall'emozione; strillò di piacere, e lo stesso maiale che prima si muoveva a fatica corse verso il furgone e balzò nel retro, pronto a tornare a casa. Non chiedeva altro che questo: tornare a casa dagli altri maiali che conosceva e amava. Non appena fece ritorno al Farm Sanctuary, la sua depressione sparì. Aveva avuto nostalgia di casa.»
Jeffrey Moussaieff Masson racconta della sua visita al rifugio per maiali "Pigs", in Virginia:
« Attraversando un campo popolato da maiali domestici, maiali vietnamiti e cinghiali, un cinghiale mi ha accompagnato per tutto il tempo camminando accanto a me. Che cosa lo attirava così tanto? Era il senso di novità? Quella creatura aveva tutte le ragioni per detestare e fuggire la specie umana, compreso il sottoscritto, eppure non lo faceva. Sembrava desiderare che gli accarezzassi la pancia. Infatti ha rovesciato i suoi trecento chili, e pareva estasiato mentre gli strofinavo il ventre con cautela. Dico con cautela perché era dotato di grosse zanne affilate e so che perfino gli elefanti nutrono un giusto rispetto per le doti di combattente di un cinghiale adulto. Eppure la cosa più cattiva che aveva in mente questo esemplare era ricevere la propria dose di carezze sul ventre. »
Numerose persone che vivono con i maiali in fattorie rifugio hanno dichiarato di notare, ogni giorno, che i maiali provano molte emozioni: soddisfazione, felicità, amore, dolore, paura, rabbia, tristezza.
« I maiali sono creature straordinarie, che meritano il nostro rispetto e le scuse più profonde. E' ora di guardare ai maiali non come ad animali da mettere in tavola, ma come a una famiglia lontana cui siamo legati da un'affinità profonda e speciale: stanno solo aspettando il segnale che siamo finalmente pronti a vivere con loro considerandoli esseri pari a noi per svelarci con esuberanza suina l'intera gamma della loro complessa personalità emotiva.  »


lunedì 11 maggio 2015

TORTINO DI PATATE E MELANZANE




Ingredienti:
600 gr patate
2 melanzane piccole
2 C polpa di pomodoro
6 C olive verdi denocciolate
3 C pane grattato
1 spicchio aglio
olio evo q.b.
a piacere basilico fresco
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Cuocere  le patate a vapore, sbucciarle e passarle un paio di volte nello schiacciapatate quando sono ancora calde; aggiungere sale, pepe,  olio e 2 C pane grattugiato.
Rosolare l’aglio in una padella con un po’ d’olio, aggiungere le melanzane tagliate a dadini, salare, coprire e lasciar rosolare per 5 minuti; aggiungere la polpa di pomodoro e le olive tritate grossolanamente, cuocere circa 10 minuti; se gradite aggiungere basilico tritato a fuoco spento.
Ungere leggermente gli stampini (di alluminio o ceramica) con un po’ d’olio e rivestire con il pane grattugiato; mettere in ognuno un paio di cucchiai di purea di patate, facendolo aderire alle pareti, versare al centro un cucchiaio di melanzane e ricoprire con le patate. Ricoprire leggermente di pane grattugiato e cuocere per 20 minuti in forno preriscaldato a 200°.
Lasciar intiepidire prima di sformare.
Se li volete come antipasto fateli più piccoli come nella foto qui sotto
Buon appetito!!!



domenica 10 maggio 2015

A TUTTE (di ogni specie) LE MAMME


I miei pensieri oggi vanno alle altre mamme 
A quelle sfruttate, violentate, tenute prigioniere, a cui vengono sottratti i figli subito dopo la nascita.
A quelle mamme che, straziate e disperate, continuano a cercare i propri figli.
Fino alla gravidanza successiva, quando tutto si ripeterà inevitabilmente allo stesso modo.

Di mamma non ce n'è una sola
Di mamma non c'è solo la vostra.
Di mamma non ci siete solo voi...

giovedì 7 maggio 2015

POLPETTE AI PEPERONI


Ingredienti  per 10 polpette:

500 gr di peperoni
250 gr di patate
250 gr di carote
1 cipolla
1 mazzo abbondante di prezzemolo
30/40 gr di farina di ceci
50 gr di pane grattugiato
pepe macinato
olio EVO
sale
pane grattugiato per il rivestimento

Procedimento:
Pelare le patate, tagliarle a pezzi grossolani e farle bollire in acqua leggermente salata. Quando sono pronte ed ancora calde, schiacciarle con la forchetta e mettere da parte. Tritare al coltello le cipolle, le carote e i peperoni. In una padella bella larga soffriggerle ed insaporirle con sale e spezie a piacere. Unire il soffritto alla purea di patate. Aggiungere la farina di ceci ed amalgamare con un cucchiaio o, meglio, con le mani. Unire il pangrattato, una generosa innaffiata di olio EVO, tanto pepe ed abbondante prezzemolo. Assaggiare ed eventualmente aggiustare secondo gusto.

Far riposare l’impasto per una mezza giornata.

Rivestire una teglia di carta da forno, accendere il forno a 180 gradi e, mentre arriva a temperatura, modellare le polpettine a piacere. Passarle nel pangrattato e poi disporle ordinatamente in teglia. Spennellare con olio evo e spolverare con una presa di sale.
Infornare a 180 gradi per circa 10/15 minuti.
Buon appetito!!!

mercoledì 6 maggio 2015

CREPES AGLI ASPARAGI IN CREMA


Ingredienti per le crepes:

150 gr di farina semintegrale
1  C di amido di mais
1/2 c di curcuma
250 gr circa di acqua
1 pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno e il condimento:
300 gr di asparagi netti
400 gr di patate a pasta gialla
1 cipolla rossa
150 gr anacardi
1 C di lievito alimentare
2 cucchiai di erba cipollina
olio evo qb
sale qb

Procedimento:
Preparate la pastella per crepes miscelando gli ingredienti fino ad una consistenza cremosa e liscia e tenetela da parte. Occupatevi ora della farcitura: cuocete al vapore le patate e gli asparagi tagliati all’altezza delle punte finchè non inteneriscono. Le punte invece toglietele dopo appena qualche minuto di cottura, devono solo scottarsi.
In un padellino a parte fate cuocere 5 minuti  la cipolla tagliata a cubetti e con 1 filo d’olio ed 1 goccino d’acqua. Scolate le patate e mettetele in un contenitore alto, aggiungere la crema di anacardi, ottenuta frullando gli anacardi con un pò d'acqua, il lievito alimentare, metà dei gambi di asparagi, e frullare con il minipeemer il tutto regolando se serve di sale.
Tagliate il resto dei gambi a dadini e mescolateli con la crema di anacardi e patate insieme al cipolla con la sua salsa di cottura. Preparate ora le crepes: su un padellino antiaderente caldo ed  unto con 1 goccia di olio, versate un mestolo del composto, allargatelo con il dorso dello stesso per ottenere un composto sottile, fate cuocere finchè i bordi non iniziano a sollevarsi dalla padella e rigirate lasciando cuocere 1 minuto.
Proseguite fino ad esaurimento del composto; a me con queste dosi sono venute 9 crêpes. Versate al centro di ciascuna 2 cucchiai della farcia di patate, chiudetele a triangolo ripiegandole in 4 parti, allineatele su una teglia oliata, irroratele con 2 cucchiai di crema di patate allungata con un po’ di acqua per mantenerle morbide senza panne e o besciamelle aggiuntive ed 1 pizzico di sale.
Se invece le vorrete proprio croccantine potete anche omettere questo passaggio. Scaldatele in forno a 180° per 10 minuti più altri 5 minuti sotto la funzione grill. Emulsionate l’erba cipollina  con 2-3 cucchiai d’olio d’oliva e 1 pizzico di sale. Distribuite le crepes nei piatti, decoratele con le punte d’asparagi tenute al caldo e bagnarle con l’olio all’erba cipollina.
Buon appetito!!!


martedì 5 maggio 2015

UN BICCHIERE DI SALUTE!



Per godere al massimo delle proprietà di questo frutto e migliorare il nostro stato di salute, possiamo adottare una semplice pratica, che consiste nel bere un bicchiere di acqua tiepida con limone ogni mattina appena svegli a digiuno.

Questa pratica apporta al nostro organismo diversi benefici, che sono:

1. Rafforza il sistema immunitario
I limoni sono ricchi di vitamina C e potassio. La vitamina C è ottima per combattere raffreddori e il potassio stimola la funzione del cervello e dei nervi e aiuta a controllare la pressione.

2. Bilancia il nostro pH
I limoni sono un alimento che alcalinizza il nostro organismo, ostacola l'acidificazione dei tessuti e le sue conseguenze.

3. Facilita la perdita di peso
I limoni sono ricchi di pectina, che aiuta a combattere la fame. Inoltre è stato dimostrato che le persone che mantengono una dieta più alcalina perdono peso più velocemente.

4. Aiuta la digestione
L'acqua calda serve a stimolare il tratto gastrointestinale e a facilitare la digestione, creando un ambiente alcalino favorevole al benessere dell'intero organismo. Le vitamine contenute nel limone ridicono le tossine dell'apparato digerente.

5. Stimola l'evacuazione
L'azione dell'acqua calda con il succo di limone stimola la peristalsi intestinale (le contrazioni muscolari all'interno delle pareti intestinali) e facilità l'evacuazione. Inoltre i limoni sono anche ricchi di minerali e vitamine e contribuiscono ad eliminare le tossine attraverso l'intestino.

6. Pulisce la pelle
La vitamina C aiuta a diminuire le rughe e macchie. Acqua e limone insieme, eliminano le tossine dal sangue ed aiutano a mantenere la pelle pulita.

7. Disintossica l'organismo
Il limone ha virtù diuretiche che agevolano i processi di dimagrimento e disintossicazione. Aiuta il fegato nel processo di detossificazione.
Tra le mille proprietà del limone, la principale rimane quella di equilibrare e regolarizzare il metabolismo e in particolare le funzioni digestive. Ciò rende particolarmente indicata la sua assunzione durante periodi di dieta alimentare, nei periodi di disintossicazione e di cambio di regime alimentare. La presenza di acido citrico lo rende utile contro la litiasi biliare e in caso di forme leggere di intossicazione.

Per il suo effetto alcalinizzante, 200g di succo di limone al giorno aiuta a risolvere gli stati di acidosi, mentre qualche cucchiaio di succo di limone diluito nell'acqua è ottimo per neutralizzare un attacco di iperacidità gastrica.

Anche le malattie reumatiche possono trarre beneficio dalle proprietà alcalinizzanti del succo di limone, il quale agirà a due livelli; da una parte eviterà la formazione di derivati acidi del metabolismo, dall'altro riattiverà le reazioni di eliminazione. Il limone si dimostrerà pertanto un ottimo antireumatico, antigottoso e antiartritico, senza nulla togliere a tutte le altre sue proprietà.

È importante sapere che...

- I limoni devono essere maturi e non trattati con cere, in modo da poter usufruire al massimo delle proprietà preziose di questo frutto.
- I limoni vanno spremuti freschi e consumati al più presto (...immediatamente!).
- Anche se ricca di proprietà benefiche, come tutte le integrazioni, anche questa con il limone deve avere un'assunzione ciclica, legata alle necessità specifiche della persona e del periodo.

Alcuni suggerimenti per praticare questa abitudine ciclicamente

Acqua e succo di limone è una sana abitudine, ma come tutte le buone abitudini deve essere equilibrata e seguire le effettive necessità dell'organismo, ecco alcuni esempi:

7/10 gg al mese nei periodi di buona salute
per 21 gg nei periodi di cambio di stagione
a giorni alterni nei periodi di stress e di cambio di regime alimentare

per 15gg all'inizio di una dieta alimentare (aumentando il succo di limone ogni giorno)
per 2/3 - fino a 7gg dopo abusi alimentari

Controindicazioni e avvertenze

Il succo di limone non presenta particolari controindicazioni: può essere assunto da tutti, grandi e piccini, e non esistono pericoli per chi soffre di dispepsie, acidosi o ulcere gastriche. In queste ultime patologie o nel caso si soffra di infiammazioni gengivali o piorrea evitare l'assunzione del succo di limone puro, assumendolo sempre diluito con acqua.

lunedì 4 maggio 2015

OCHE E ANATRE

Chi sono?

Anatre e oche sono gli unici animali d'allevamento che possiamo osservare facilmente anche in libertà, perché ne esistono ancora di selvatici, sia in natura che nei parchi cittadini.
In natura esistono quasi 150 specie di anatre, oche, cigni, ed hanno molti tratti in comune. Hanno zampe palmate adatte a nuotare, collo lungo, becco con una sorta di lamine che servono da "filtro", hanno le piume impermeabili sopra, e uno strato di piume isolanti sotto. I piccoli lasciano il nido subito dopo la schiusa delle uova e dopo poche ore sono già in grado di nuotare e nutrirsi da soli.
Le anatre domestiche sono animali pacifici che non combattono mai tra loro, nemmeno con le anatre selvatiche. Sia le anatre e le oche domestiche, sia quelle selvatiche, amano vivere in grandi comunità, come molte altre specie di volatili. Comunicano tra loro per far sapere agli altri membri del gruppo i pericoli imminenti: una volpe, o altri predatori.
Cigni e oche sono i volatili che sono in grado di volare più in alto: scalatori del monte Everest hanno visto delle oche selvatiche volare a un'altezza di 9500 metri, mentre gli umani già a 6000 metri collassano e a 7000 metri rischiano la morte.
« Anatre e oche sono uccelli acquatici; tutta la loro esistenza si svolge attorno a grandi masse d'acqua. Immaginate di essere privati della gioia di nuotare, immergervi o correre attorno a uno stagno o a un lago. [...] E immaginate come ci si sente vedendo i propri cugini selvatici volare e capendo che non ci si può unire a loro, anche se si percepisce lo stesso istinto naturale a partire.  »

Storie e aneddoti

« Le anatre possono sviluppare amicizie profonde e durevoli, anche con specie diverse, senza bisogno di imprinting. Un maschio di anatra muta, per esempio, è stato molto legato a una gallina di nome Hetty. Quando Hetty era anziana e cominciava a perdere vitalità, le attenzioni dell'amico erano davvero commoventi. Nei suoi ultimi due giorni di vita, le è sempre rimasto accanto. Restavano insieme nel pollaio, rifiutandosi di uscire. »
Racconta Lorenzo, della provincia di Alessandria:
« Protagoniste di questa storia furono l'Oca Geltrude ed un'anatra muta, che fino a quella notte avevano in comune solo il fatto di vivere insieme. Una sera come altre, eravamo già tutti a riposare, ma chissà perché non crollai come al solito appena appoggiata la testa sul cuscino...
Passarono pochi minuti e sentii Geltrude fare il suo inconfondibile verso... era meglio dei cani, per la guardia! D'istinto corsi giù, con in mano una torcia elettrica, ed eccomi da lei. Geltrude mi venne incontro, proprio come fa di solito un cane che vede il suo amico umano tornare a casa. Mi sembrava tutto a posto, anche l'anatra c'era, ma si nascondeva dietro l'oca... e questo mi lasciò perplesso, visto che non avevano mai "viaggiato" una accanto all'altra.
Allora puntai la torcia verso l'anatra, e qui l'amara sorpresa... sul suo collo si vedeva chiaramente il morso di un animale. Dai piccoli fori usciva una goccia di sangue, evidentemente le urla di Geltrude ed il mio arrivo avevano fatto desistere l'aggressore.
La ferita fortunatamente era solo superficiale, l'anatra non ebbe nessuna conseguenza, spavento a parte. Ma da quella notte lei e Geltrude furono inseparabili! Dove andava l'oca andava anche l'anatra, e così fu fino a quando morì per prima l'anatra, di morte naturale ovviamente.
Ma ricorderò sempre quella notte, e soprattutto la riconoscenza che l'anatra dimostrò alla sua amica fino alla fine. Viaggiarono sempre insieme, era incredibile vederle accanto in ogni luogo e momento della giornata. Credo che l'anatra si fosse resa conto che se non fosse stato per la sua nuova amica che aveva iniziato a starnazzare, per lei non ci sarebbe stato scampo. Una dimostrazione di riconoscenza e affetto che difficilmente ho avuto la fortuna di rivedere fra gli umani.
Mitica Geltrude, era troppo bello guardarla mentre si "imbambolava" a seguire con i suoi occhietti azzurri gli aerei volare nel cielo, e quando pure lei se n'è andata due anni fa, mi è dispiaciuto, non poco. »
Racconta Susanna, della provincia di Roma:
« Io ho avuto anatre e oche, e l'amicizia che stringono tra loro è molto profonda. Avevo un'oca muta di nome Malox che era fidanzato con un'anatra di nome Oky. Erano molto legati e Malox non faceva avvicinare nessuno, era aggressivo e territoriale. Quando Oky è morta, lui non si è più mosso, ha smesso di mangiare e di bere, si faceva prendere e neanche la vicinanza di altre anatre o galline lo confortava. Si è lasciato morire perchè Oky non c'era più. »
Troviamo questa storia commovente nel libro di Masson:
« William Henry Hudson, uno dei più grandi studiosi di ornitologia, racconta la storia di un uomo che aveva visto una coppia di oche in una regione selvaggia a sud di Buenos Aires poco dopo che gli stormi avevano iniziato la migrazione verso sud. "La femmina camminava con passo fermo verso sud, mentre il maschio, in piena agitazione e chiamandola a gran voce di tanto in tanto, camminava davanti a lei e continuava a voltarsi a guardare e chiamare la compagna". Poi il maschio prendeva il volo e guardava ancora dietro di sé per controllare se la compagna lo seguiva. Purtroppo lei non poteva: aveva un'ala spezzata. Era partita per il lungo viaggio verso le isola Falkland a piedi. Lui non voleva lasciarla, così, dopo qualche centinaio di metri, atterrava e l'aspettava. Volava un po' in avanti per mostrarle la strada, poi ritornava "di continuo, chiamandola con i gridi più furiosi e penetranti, insistendo perché spiegasse le ali e volasse con lui verso la loro casa lontana".  »